Angelo mio… S. Gemma Galgani


Angelo mio, come ti amo!

S.Gemma Galgani

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Davvero straordinario è stato in S. Gemma Galgani il rapporto stabilito con gli angeli ed in particolare con il suo angelo custode. Di esso ne aveva la visione materiale costantemente. S’intratteneva a conversare con lui con la stessa disinvoltura con cui si discute con un amico. Si mostrava a lei in tanti modi: con le ali spiegate sospeso in aria e le mani distese su di lei, con le mani giunte in atto di preghiera. Il suo angelo custode le dava frequentemente consigli assumendo quindi la funzione del padre spirituale; Gemma durante le meditazioni svolte con l’angelo andava spesso in estasi. Queste esperienze di Gemma con gli angeli sono state raccolte da Padre Germano e da Zia Cecilia, i quali pur non notando la presenza materiale degli angeli potevano constatare però l’atteggiamento di Gemma mentre conversava con gli Angeli. L’Angelo la correggeva sui suoi piccoli difetti mostrandosi con lo sguardo severo o ad esempio obbligandola a confessare tutte le sue esperienze spirituali.

Accadde tra l’altro che le apparissero diversi angeli che si univano alle preghiere di lode della nostra santa. L’angelo custode la aiutava anche nelle mansioni comuni: come aiutarla ad esempio a svestirsi dopo che veniva picchiata dal demonio, la cui ira veniva però frenata dall’ angelo stesso; o anche a portare lettere che Gemma scriveva per il suo Padre spirituale. Infatti, Gemma non avendo soldi per i francobolli la consegnava direttamente al suo angelo custode perché recapitasse la lettera al suo direttore spirituale. D’accordo con Padre Germano alcuni dei Giannini fecero la prova di chiudere la lettera in una cassetta a chiave. Il giorno stesso la lettera arrivò a Roma sulla scrivania di Padre Germano.