Riconosciamo e combattiamo il New Age e le sette

Il cardinale Danneels, nel 1990, in una lettera pastorale ha cercato di dare una definizione al New Age, mettendo in evidenza la difficoltà di definirlo. Precisamente disse che: "Non è una religione, ma è tuttavia religioso; non è una filosofia, ma è comunque una visione dell'uomo e del mondo, oltre che una chiave di interpretazione; non è una scienza, ma si basa su leggi scientifiche, anche se sono da ricercare nelle stelle. New Age è una nebulosa che contiene esoterismo, occultismo, pensiero mitico e magico sui segreti della vita e un briciolo di Cristianesimo, il tutto mescolato ad idee provenienti dall'astro-fisica".

Il New Age cerca di sostituirsi al Cristianesimo, attaccandolo: Dio non sarebbe il creatore del mondo, nega che Gesù di Nazaret è il figlio di Dio fatto uomo  e che la redenzione dell'uomo avviene con la sua morte e resurrezione, inoltre sostiene che la salvezza dell'uomo non avviene mediante la fede e lo stato di grazia e che Dio è semplicemente una parte del cosmo.

Tutto questo crea confusione nelle persone che non approfondiscono la natura e il fine di questo movimento, ancor di più in chi non ha la preparazione adatta per porsi nel giusto atteggiamento critico.

Gli adepti di questa "filosofia" divengono schiavi di una spiritualità evanescente, basata semplicemente sulla ricerca del benessere personale, il tutto con l'aiuto di tecniche prese in prestito da religioni orientali: dalla psicologia del profondo di Jung a quella umanistica di Maslow, al nuovo spiritismo moderno (channeling) che presume di ricevere rivelazioni da entità superiori quali: Dio, Cristo, Spiriti della Natura, Angeli, Fate.

Ma questo benessere si otterrebbe anche con stimolazioni elettriche del cervello (biofeedback) o con droghe che provocano sensazioni di pacatezza oppure con certi tipi di danze, arti marziali, e infine con musiche che come sostengono i "maestri" del new age recepiscono e trasmettono le vibrazioni e i movimenti ondulatori del cosmo.


APPROFONDIMENTI SULL'ARGOMENTO

Le iniziative di Angeli & dintorni        I nomi degli Angeli        La magia parodia del divino        Essere cristiani nell'epoca del " New Age "


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le iniziative di Angeli & dintorni contro il New Age e le sette

 

Amici carissimi, come sapete Angeli & dintorni è un sito Cattolico e pertanto lontano da tutte quelle propagande e tendenze al new age; purtroppo parecchi utenti involontariamente e a causa della dilagante disinformazione religiosa, sovente frequentano altri siti o forum che apparentemente sembrano cattolici, ma in realtà nascondono o pubblicizzano iniziative new age.

Mi chiederete: "Come fare a riconoscere uno spazio Cattolico da uno new age?" Solitamente nei siti che non sono puramente cattolici si parla di amore, di luce, di yoga e di reiki; ma tutte queste pratiche tutte queste parole nascondono una vuotezza spirituale di fondo che spaventa.

A tutti fa comodo credere in questi nuovi culti perchè se ci fate caso sono nati ad hoc per allontanare le persone dai propri dolori; in fin dei conti oggi chi vuole soffrire? Tutti abbiamo paura di versare una sola lacrima, di essere "inferiori". La new age insegna invece, che siamo esseri paragonabili a "Dio" e quindi possiamo fare tutto. Tutti abbiamo poteri e possiamo decidere il nostro destino... Gli adepti di questi culti parlano di Gesù senza però rendersi conto che gli sono in antitesi: Gesù ci ha fatto capire che non abbiamo la forza nemmeno per far crescere un capello sulla nostra testa, figuriamoci se possiamo essere guaritori, parlare con gli angeli (che secondo la new age non sono più a comando di Dio, ma pronti a rispondere alle nostre chiamate).

Parecchie persone pur di fuggire da quest'angoscia diventano seguaci della new age rinnegando Dio per migliorare la propria vita, escludendo Cristo per colmare le loro angosce, ma desiderosi e certi di riuscire a fare tutto da soli; infatti diventano sicuri di sè, perdono l'umiltà e spesso, ormai padroni di loro stessi, diventano padroni delle anime più deboli.

In virtù di questi accadimenti, al fine di rendere un servizio utile ai nostri lettori e poter meglio quantificare il livello di diffusione di questi fenomeni, vi invitiamo a volerci segnalare siti, forum, iniziative e pagine web che esplicitamente o in maniera subdola pubblicizzano iniziative non cattoliche al fine di raggirare gli utenti meno informati.

Con la nostra iniziativa vogliamo anche esservi d'aiuto a discernere se i gruppi da voi frequentati sono espressamente cattolici o se nascondono insidie pericolose.

Come fare? E' molto semplice, basterà inviarci un'email all'indirizzo assistenza@mondovirtuale.com indicandoci il nome del sito, del forum, o dell'iniziativa che secondo voi è sospetta. Dopo i dovuti accertamenti e comunque al massimo dopo qualche ora riceverete una nostra risposta circa l'attendibilità e la reale natura religiosa di quanto ci avete segnalato.

La nostra iniziativa in questo modo, mira a creare anche una sorta di database continuamente aggiornato, al fine di evitare che persone poco esperte o poco informate vengano raggirate.

Potrete contribuire anche comunicandoci direttamente gli indirizzi di siti web che si spacciano per cattolici.

Contiamo nella vostra collaborazione e nel gradimento di questa nostra iniziativa.

Ricordate di inviare tutte le segnalazioni all'indirizzo assistenza@mondovirtuale.com

 

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I nomi degli Angeli

 

Conosciamo il nome degli Angeli?

Se Dio «conta il numero delle stelle e tutte le chiama per nome» (Sal 147, 4), tanto meglio deve conoscere i suoi angeli e chiamarli ognuno per nome. A noi gli angeli si presentano come ambasciatori di Dio, ma quando vogliamo interessarci a loro più da vicino, essi spariscono nel mistero… Ne troviamo un bell’esempio nel libro dei Giudici. Quando Manoach chiede all’Angelo di Yahvé di rivelargli il suo nome, questi risponde laconico: «Perché vuoi sapere il mio nome? Esso è misterioso» (Gdc 13, 17-18), cioè al di sopra della comprensione umana e, dunque, è indicibile! Conosciamo soltanto qualche nome d’angelo che la Sacra Scrittura ha voluto rivelarci, come Michele, Raffaele e Gabriele, e anche il nome di taluni angeli decaduti, come Lucifero (Is 14, 12-15), il capo degli angeli ribelli.

 

Che dire del nome di angeli non rivelati dalla Bibbia?

Conosciamo altri nomi di angeli che, però, non vengono rivelati dalla Bibbia, bensì da scritti apocrifi giudaici. “Uriel”, ad esempio, è citato nel libro di Enoc e gli arcangeli “Barachiel”; “Jehudiel” e “Zeadkiel” in alcuni racconti rabbinici. Questi nomi di angeli non fanno quindi parte del canone delle Scritture e non vanno, perciò, invocati nelle preghiere, come dichiarò papa Zaccaria in un concilio tenutosi a Roma nel 745. Nel 789, in un’epoca in cui la devozione agli angeli era molto sentita, il Concilio di Aix-la-Chapelle vietò di farne delle liste. Appena qualche tempo dopo, una norma capitolare di Carlomagno proibiva di introdurre nomi di angeli nel culto liturgico, all’infuori di quelli di Michele, Raffaele e Gabriele. La stessa linea mantiene il Direttorio sulla pietà popolare e la liturgia (2002), che dichiara: «È da riprovare […] l’uso di dare agli angeli nomi particolari, eccetto Michele, Gabriele e Raffaele che sono contenuti nella Scrittura».

 

È una cosa buona voler conoscere i nomi degli angeli?

Gli uomini hanno sempre cercato di conoscere il nome degli angeli, magari per semplice curiosità, ma qualche volta anche per fini meno confessabili, come la voglia di conoscere (gnosi) oppure di esercitare su essi un potere per asservirli (magia). Ma gli angeli non sono schiavetti degli uomini: dotati di una natura ben più elevata della nostra, questi spiriti celesti obbediscono soltanto a Dio, loro unico e sommo Signore. I siti internet che pretendono di rivelare il nome del vostro angelo custode sono puro folklore o, peggio ancora, imbroglioni che vogliono soltanto spillarvi soldi. Sfogliando certi libri sugli angeli, mi è capitato di trovarci intere liste di nomi, con preghiere, miracoli o specifiche guarigioni operate da ognuno. Allucinante! Fra gli angeli citati c’erano certamente gli arcangeli Michele, Raffaele e Gabriele, ma insieme ad altri “spiriti” presenti nelle religioni orientali, nella mitologia assiro-babilonese, in altre tradizioni (in particolare quella giudaica). Vi ho trovato persino dei nomi inventati di sana pianta e, più pericoloso ancora, dei nomi di demoni, già noti agli esorcisti. Prima di acquistare un qualsiasi libro sugli angeli sarebbe, perciò, molto saggio farsi consigliare e procurarselo in una libreria cattolica.

 

(tratto da “Gli angeli esistono! Chi sono e come riconoscerli secondo la Chiesa cattolica” di Gilles Jeanguenin, con Prefazione di Mons. Mario Oliveri Vescovo di Albenga-Imperia, Edizioni San Paolo, 2007)

 

Piccola nota biografica su Padre Gilles Jeanguenin

Padre Gilles Jeanguenin, nato nel 1960 in Svizzera, laureato in teologia presso l’Università di Friburgo, è sacerdote della diocesi di Albenga-Imperia, dove esercita ufficialmente il ministero di esorcista. Si è specializzato in demonologia e psicopatologia clinica, è membro dell’Associazione internazionale degli esorcisti ed è oblato secolare dell’Ordine benedettino. In Italia ha già pubblicato: San Michele Principe degli angeli (Jaca Book, 2005), Dialogo con il Cuore di Gesù (Ancilla, 2003; 2005); Il diavolo esiste! Testimonianze di un esorcista (San Paolo, 2005); «Non è vero… ma ci credo!» Perché la superstizione oggi? (San Paolo, 2007). Sono suoi anche: Il Nuovo manuale del Chierichetto (Ed. A.B., Milano 2001); Da Cuore a Cuore. Il dono dell’Eucaristia (Ed. A.B., Milano 2001); Volare verso la libertà. I 10 Comandamenti spiegati ai ragazzi (Ed. A.B., Milano 2002); Il tuo amico Gesù (Ancilla, 2005); I Sacramenti spiegati ai giovani (Ed. A.B., Milano 2005).

 

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La magia parodia del divino - 30 domande al Cardinale J. Ratzinger

Intervista a cura di Ignazio Artizzu tratta dalla rivista "Una voce grida..." n°9 - marzo 1999

 

1. Eminenza, cosa è la magia ?

E' l'uso di forze apparentemente misteriose per avere un dominio sulla realtà fisica e anche psicologica. Il tentativo, cioè, di strumentalizzare le potenze soprannaturali per il proprio uso. Con la magia si esce dal campo della razionalità e dell'utilizzo delle forze fisiche insegnate dalla scienza. Si cerca - e a volte anche si trova - un modo di impadronirsi della realtà con forze sconosciute. Può essere in molti casi una truffa, ma può anche darsi che con elementi che si sottraggono alla razionalità si possa entrare in un certo dominio della realtà.  

 

2. Sia il Nuovo che l'Antico Testamento condannano in modo ferreo ogni pratica magica, così come il ricorso all'occultismo in tutte le sue forme. Come commenta questo dal punto di vista teologico?  

Vediamo intanto l'origine più profonda delle superstizioni, della magia e dell'occultismo per capire meglio la condanna nei loro confronti. Direi che ci sono due elementi : da una parte nell'uomo, creato ad immagine di Dio, esiste la sete del divino. L'uomo non può limitarsi al finito, all'empirico: avrà sempre il desiderio di allargare la prospettiva del suo essere e di entrare nella sfera divina, di uscire dalla pura realtà fisica e toccare una realtà più profonda, Questo desiderio, di per sé innato nell'uomo -  immagine di Dio - è smarrito perché sembra troppo difficile andare realmente alla ricerca di Dio, elevarsi e lasciarsi elevare dall'Amore Divino e arrivare così ad un vero incontro del Dio personale che mi ha creato e mi ama. Allora accade un po' come nel mondo umano: le avventure passeggere sono più facili di un amore profondo, di una vita. E così come in questa vita umana un amore fedele, un vero amore, che va fino alle profondità del nostro essere, esige un impegno ben diverso dalle facili avventure, così anche le realtà spirituali esigono un impegno profondo, una fedeltà, una disciplina interiore, l'umiltà di impostare la propria vita alla sequela di Dio.  Allora l'uomo cerca le cose più facili, un esperimento immediato della profondità dell' essere.

Possiamo anche dire che qui si verifica una dottrina fondamentale della Chiesa, cioè che nell'uomo da una parte troviamo la natura creata da Dio, dall'altra anche questa tendenza opposta: lo smarrimento e il peccato originale che lo deviano  dalla sua origine e trasformano in una caricatura il suo desiderio innato di amare Dio e di entrare nella unione con Lui. Ecco, questa seconda tendenza si realizza nel cercare un cammino più facile, un contatto più immediato e soprattutto un modo per non sottomettersi all'amore e al potere divino. Allora l'uomo comincia a farsi dominatore della realtà sfruttando questa presunta possibilità del suo essere. E ciò mi pare una profonda inversione e perversione della relazione più profonda del nostro essere: invece di adorare Dio, di sottomettersi a Dio, l'uomo intende farsi dominatore della realtà usando queste potenze occulte, e si sente il vero dominatore.

E' la tendenza che troviamo nel capitolo 3 della Genesi: io stesso divento Dio  e ho il potere divino e non mi sottometto alla realtà. "Ma il serpente disse alla donna: "Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio conoscendo il bene e il male. Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito,  che era con lei,  e anch'egli ne mangiò.  Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture." (Gen 3,4-7)

 

3. San Paolo, a Cipro, definisce pubblicamente il mago Elimas "figlio dei diavolo".  Possiamo dunque affermare con certezza che dietro la magia e il mondo dell' occulto c'è sempre il demonio?  

Si. Io direi che senza il demonio, che provoca questa perversione della creazione, non sarebbe possibile tutto questo mondo dell'occultismo e della magia.  Entra in gioco un elemento che va oltre le realtà della ragione e le realtà riconoscibili con la scienza unita ad una ragione sincera. Si offre un elemento apparentemente divino, cioè delle forze che possono prestare dei successi, esperienze che appaiono come soprannaturali e spesso come divine. Sono invece una parodia del divino. Poteri, ma poteri di caduta, che in realtà sono ironie contro Dio.  

 

4. E' questa la radice della ferma condanna espressa anche dalla Chiesa nei confronti della magia e dell'occultismo?  

Si. Ciò comincia nell'Antico Testamento: pensiamo al conflitto tra Samuele e Saul. E' proprio la caratteristica della religione del Dio rivelato: non si fa uso di queste pratiche, che sono caratteristiche delle religioni di questa terra, e perciò pagane, perché pervertono la relazione tra Dio e l'uomo. Questa condanna continua in tutta la storia della Rivelazione e riceve la sua ultima chiarezza nel Nuovo Testamento. Non è -  sia chiaro -  un positivismo che vuole escludere qualcosa della ricchezza dell' essere o delle esperienze possibili, ma la verità di Dio che si oppone alla menzogna fondamentale.

Il nome del diavolo nella Sacra Scrittura, "padre della menzogna", diventa comprensibile in modo nuovo se consideriamo tutti questi fenomeni, perché qui troviamo realmente la menzogna nella sua purezza totale.   

 

5. In quale forma? 

L'uomo si fa dominatore del mondo sfruttando ciò che appare come Dio e quindi usa il potere per dominare il mondo in sé stesso, entrando cosi in una menzogna radicale. Questa menzogna appare in un primo momento come un allargamento del potere, delle esperienze, come una cosa bellissima: io divento Dio. Ma alla fine la menzogna è sempre una realtà che distrugge. Vivere nella menzogna vuol dire vivere contro la realtà e quindi vivere nella autodistruzione. In questo senso possiamo vedere due aspetti di questa proibizione. Da una parte, semplicemente, le pratiche occulte e magiche sono da escludere perché pervertono la realtà, sono menzogne nel senso più profondo.

Il secondo aspetto, quello morale dopo quello ontologico, è che, opposte alla verità, esse sono distruttive e distruggono l'essere umano cominciando dal suo nucleo.

 

6. Quali sono dunque i pericoli per chi ha a che fare con la magia e l'occulto?   

Cominciamo anche qui dal fenomenologico. Il tranello viene  teso con cose promettenti, con una esperienza di potere, di allegria, di soddisfazione. Ma poi una persona entra in una rete demoniaca che diventa dopo poco tempo molto più forte di lui. Non è più l'uomo padrone di casa. Poniamo che una persona entri a fare parte di una setta o di un gruppo magico. Diventerà schiavo non solo del gruppo, il che sarebbe già gravissimo, dato che queste sette possono alienare totalmente una persona. Ma sarà schiavo della realtà che sta dietro il gruppo, cioè una realtà realmente diabolica. E cosi va verso una autodistruzione sempre più profonda, peggiore di quella della droga.  

 

7. Quali sono le radici di questa sete di occulto?

Mi sembra questa mescolanza di una tendenza verso il divino e lo smarrimento che chiude l'uomo in sé stesso.  

 

8. Nessuno degli occultisti dichiara apertamente di operare con il concorso dei demonio. Anzi, quasi tutti affermano di essere credenti e di fare il bene. Usano immagini sacre, crocifissi...  

Si. La menzogna profonda poi si concretizza in menzogne più evidenti. Il mago, nel suo orientamento personale, è arrivato alla menzogna. Poi, diventa naturale usare tutti i modi concreti per esprimere e fare agire la menzogna. Naturalmente il sincretismo è uno degli elementi fondamentali del mondo magico e occultista, che si serve delle religioni, e soprattutto degli elementi cristiani, pervertendoli sia allo scopo di attirare la gente e rendersi credibile, sia anche nella speranza di usare la forza nascosta della realtà cristiana. Lo vediamo negli Atti degli Apostoli con Simone mago, che vorrebbe comprare la forza degli apostoli.  "Simone, vedendo che lo Spirito veniva conferito con l' imposizione delle mani degli apostoli, offrì loro del denaro dicendo: "Date anche a me questo potere perché a chiunque io imponga le mani, egli riceva lo Spirito Santo". Ma Pietro gli rispose: " Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai osato pensare di acquistare con denaro il dono di Dio. Non v'è parte né sorte alcuna per te in questa cosa, perché il tuo cuore non è retto davanti a Dio. Pentiti dunque di questa tua iniquità e prega il Signore che ti sia perdonato questo pensiero . Ti vedo infatti chiuso in fiele amaro e in lacci di iniquità." (At 8,18-23)

 

9. Si afferma che esistono forme di magia e divinazione innocue e "leggere", come la lettura della mano, le carte e gli oroscopi. E si ironizza sul Nuovo Catechismo, che le ha condannate. Esiste una scala di gravità o sono tutte dello stesso ceppo, e quindi tutto gravi?  

Esiste forse un uso più leggero, ma comunque non accettabile, perché apre la porta all'occulto. Se uno comincia a muoversi in questa direzione c'è il pericolo di cadere nella trappola più profonda. Ma il fatto che si scivola facilmente, e spesso inevitabilmente, una volta entrati in questo cammino, non deve portarci ad un rigorismo che non distingue più tra comportamenti che sono simbolo di una certa leggerezza di vita e il modo di agire di coloro che sono entrati nel pieno di queste situazioni. Una certa distinzione esiste senza dubbio, ma si deve tenere presente che un gradino guida facilmente all'altro, perché il terreno è scivoloso.  

 

10. Cosa direbbe a chi frequente la Chiesa e anche gli occultisti, o pratica egli stesso l'occultismo, credendo che l'una cosa non debba escludere l'altra?  

Gli direi che deve cominciare a capire meglio la fede e inserirsi profondamente nel cammino cristiano, per capire che sono cose del tutto diverse. Se ascolto la Parola del Signore, con la mano nella mano del Signore, mi lascio guidare dall'amore di Cristo, mi inserisco nella grande comunione della Chiesa ,  andando insieme con la Chiesa sulla strada di Cristo. Ben diverso è se io comincio a entrare nella realtà grave dell'occultismo. I due atteggiamenti sono dall'inizio profondamente diversi. Capire questa distinzione è una decisione fondamentale dell'uomo, è il passo iniziale del cammino della fede.

Pensiamo al rito del Battesimo, dove abbiamo da una parte il "si" al Signore e alla sua legge, e dall'altra il "no" a satana. In tempi passati ci si voltava verso l'oriente per dire "si" al Signore e verso l'occidente per dire "no" alle seduzioni del diavolo. Con questo rito, nato in tempi in cui, come accade oggi, la Chiesa era circondata e attaccata dalle pratiche occulte, si capisce la diversità inconciliabile di questi due comportamenti. lo dico "si" al cammino del Signore e questo implica che dica il mio "no" alle pratiche magiche. Dobbiamo rinnovare in senso molto concreto e realistico questa duplice decisione. Dire "si" a Cristo implica che non posso "servire due padroni", come dice il Signore stesso, e se dico "si" al Signore non posso nello stesso momento dire "si" a questi poteri nascosti, ma devo dire: "no, non accetto la seduzione  del diavolo ". E forse, in occasione del rinnovamento dei voti battesimali che facciamo prima della Pasqua, si dovrebbe spiegare che ciò che pronunciamo non è un antico rituale, ma una decisione importante per la nostra vita oggi, un atto concreto e realistico.

 

11. Esiste un punto di non-ritorno per chi ha dato la propria vita alla magia?  

E' difficile rispondere. Se uno è entrato in ciò che il Signore chiama "peccato contro lo Spirito Santo ", come avversione a Dio e maledizione dello Spirito di Dio, pervertendo il suo spirito, aprendolo alla azione del demonio, qui si realizza forse quello che il Signore indica come il punto del non ritorno. Ma da parte nostra non possiamo giudicare questo. Noi dobbiamo dire sempre: c'è la speranza di conversione. Naturalmente, se uno è entrato in questo mondo, una conversione radicale diventa necessaria, ed è una conversione che si fa sempre più difficile, realizzabile solo con l'aiuto forte dello Spirito Santo implorato dalla Comunità della Chiesa che intende aiutare queste persone a tornare a Dio. Quindi dobbiamo sempre avere la speranza, e fare il possibile per implorare il perdono di Dio e per illuminare queste persone e renderle aperte ad una conversione profonda. Occorre poi la espulsione del demonio. Un rito la cui importanza, per un certo tempo, non è stata più capita dai cristiani, ma che ora riceve di nuovo un senso e un significato molto concreto. Perché si tratta di liberare le persone dal demonio che, a causa del contatto con la magia e l'occultismo, si è realmente impossessato di loro.

 

12. Quindi sono necessari gli esorcismi?

Certamente.

 

13. Talvolta la gente recepisce questo discorso, ma lamenta una scarsa informazione da parte degli stessi uomini di Chiesa. Cosa fare di più per informare gli sprovveduti?

Dobbiamo trovare nuove forme di apostolato. Il dilagare dell'occultismo nelle forme attuali è un fenomeno abbastanza recente. Ancora 10 anni fa ci mancava anche l'informazione in proposito. Forse non eravamo preparati a questo attacco, e non abbiamo preparato sufficientemente i fedeli. Mi sembra che dovremmo predisporre brevi informazioni che dicano l'essenziale in modo comprensibile. Dobbiamo inserire questo discorso anche nelle catechesi per gli adulti e nella formazione permanente di ogni cristiano,

 

14. Eminenza, le cito alcuni dati. In Italia, al numero dell'oroscopo telefonico arrivano oltre 10 milioni di chiamate all'anno. Sempre in Italia, ci sono almeno 100 mila maghi e meno di 38 mila sacerdoti cattolici. Cosa prova meditando questa realtà?

E' il segno che siamo in una minaccia di paganizzazione profonda. Questo è paganesimo, è perversione del destino religioso dell'uomo. In questa religione artefatta, nella quale come ho detto l'uomo sfrutta o cerca di sfruttare le forze soprannaturali, c'è una sfida fondamentale per la nostra opera di evangelizzazione. Davanti alla paganizzazione si deve annunciare la realtà liberante di Dio. Queste pratiche si presentano con il pretesto e la pretesa di offrire all'uomo una liberazione. Offrono potere, soddisfazione, la promessa di fare vivere con tutte le possibilità dell'essere. In realtà sono una schiavitù terribile, che può realmente disumanizzare. Lo sappiamo anche dalle religioni precristiane, che hanno creato un mondo di timore. Quando è arrivato l'annuncio cristiano, non ha portato una liberazione politica, come diremmo oggi, ma la liberazione dalla paura dei demoni. C'è un solo Dio che è più forte di tutti: questo è l'annuncio che ha liberato realmente il mondo. E anche oggi, in certe parti del mondo non ancora evangelizzate, si vede come la paura dei demoni e dei maghi crea un clima di paura e di immobilità. Non si può agire perché ad ogni passo si può cadere nelle mani di un demone.  Dobbiamo quindi proclamare la forza liberatrice dell'annuncio che c'è un solo Dio, e che questo Dio è Amore e ci ama e ha la forza di guidarci e di darci la vera libertà, e che con potenza invincibile ci libera da questa schiavitù. Ma si vede che, purtroppo, questo non è più presente nella mentalità delle persone. Molti vedono solo il cammino arduo della religione, come è lontano Dio, come non ne facciamo esperienza, e cercano l'esperienza veloce e la soddisfazione rapida, e cosi cadono nella schiavitù. In questa ora di tentazione pagana profonda, credo che dobbiamo annunciare il Vangelo in tutta la sua semplicità e grandezza come la vera e l'unica liberazione.

 

15. Nella sua vita di sacerdote, Vescovo e Cardinale, le è mai capitato di avere a che fare con persone danneggiate dalla magia?

Nell'ambiente in cui sono vissuto non era presente questa realtà. Ho sentito diverse volte parlare di questi casi. E oggi sento ormai da più parti come la magia deteriora e distrugge le vite umane.

 

16. La magia tradizionale, folcloristica, tipica dei paesi mediterranei è ancora radicata nelle regioni italiane. E una pratica innocente o l'ingrediente principale resta sempre il concorso dei demonio?

Anche agli albori del Cristianesimo restavano tra la gente elementi magici, ridotti nella loro presenza, direi ridimensionati dalla fede che si diffondeva, sempre, però, con il pericolo di un rigurgito della magia. Era una presenza pericolosa e inaccettabile, ma dominata dalla vita di fede dei più. Ma adesso vediamo che questi piccoli "residui" che apparivano innocenti non sono affatto innocenti, e possono diventate oggi l'aggancio per una nuova irruzione dell'occultismo nel mondo.

 

17. E un valido metro di valutazione che l'occultista richieda denaro o meno?

Dipende dalla sua decisione precedente di essere mago. Se il suo fosse un lavoro moralmente giusto, potrebbe anche richiedere di essere pagato. Ma dato che già il suo mestiere in quanto tale implica la menzogna e la perversione della realtà, la presenza del denaro non serve ad altro che a continuare la menzogna fondamentale che sta alla base. In questo senso, nel commercio di magia e di  "poteri", si rende visibile una perversione ancora più profonda. Le cose spirituali non possono essere pagate, e la vera esperienza spirituale, che è quella che Cristo mi regala, la posso ottenere solo con la mia conversione, il mio "esodo" spirituale. Occorre dunque aiutate le persone cadute nella rete dell'occulto a ritrovare la via della conversione, offrendo loro una comunità, accompagnarle verso la fede e aiutarle a mettersi in cammino verso la verità, oltre che ovviamente aiutarle ad accedere - se le condizioni sono adempiute - all'esorcismo effettuato da sacerdoti autorizzati dal proprio Vescovo.

 

18. Anche la meditazione trascendentale e lo yoga, in particolare lo yoga, hanno come substrato l'occultismo. Anzi, l'ultimo grado dello yoga, il più elevato, comporta -  affermano gli stessi libri sacri di questa "filosofia" - un contatto con il mondo degli spiriti e la acquisizione di poteri magici. Ritiene che vi sia un legame di fondo, anche se poco apparente, tra la diffusione delle religioni orientali e l'attuale rigurgito di occultismo?

Nel fondo è presente, senza dubbio. Diciamo che l'offerta di queste religioni orientali si muove su diversi livelli. C'è uno yoga ridotto ad una specie di ginnastica: si offre qualche elemento che può dare un aiuto per il rilassamento del corpo. Bene, se lo yoga è ridotto realmente ad una ginnastica si può anche accettare, nel caso di movimenti che hanno un senso esclusivamente fisico. Ma deve essere realmente ridotto, ripeto, a un puro esercizio di rilassamento fisico, liberato da ogni elemento ideologico. Su questo punto si deve essere molto attenti per non introdurre in una preparazione fisica una determinata visione dell'uomo, del mondo, della relazione tra uomo e Dio. Questa purificazione di un metodo in sé logico di idee incompatibili con la vita cristiana, potrebbe essere paragonata per esempio con la "demitizzazione" delle tradizioni pagane sulla creazione del mondo, realizzata nel primo capitolo della Genesi, dove il sole e la luna, le grandi divinità del mito sono ridotte a "lampade" create da Dio, lampade che riflettono la luce di Dio, e ci fanno immaginare la vera Luce, che è il Creatore della luce. E cosi, anche nel caso dello yoga e delle altre tecniche orientali, sarebbe necessaria una trasformazione e uno spostamento radicale che realmente tolgano di mezzo ogni pretesa ideologica. Nel momento in cui compaiono elementi che pretendono di guidare ad una "mistica", diventano già strumenti che conducono in una direzione sbagliata.

 

19. Questa trasformazione, o chiarimento, c'è stato?

Generalmente no. Può darsi comunque che alcune persone abbiano cercato di escludere gli elementi religiosi e ideologici, mantenendo queste pratiche su un piano di puro esercizio fisico. Questo non si può escludere.

 

20. Può esistere uno "yoga cristiano"?

Nel momento in cui lo si chiama "yoga cristiano" è già ideologizzato e appare come una religione, e questo non mi piace tanto. Mentre sul piano puramente fisico, ripeto, alcuni elementi potrebbero anche sussistere. Occorre stare molto attenti riguardo al contesto ideologico, che lo rende parte di un potere quasi mistico. Il rischio è che lo yoga diventi un metodo autonomo di "redenzione", priva di un vero incontro tra Dio e la persona umana. E in quel caso, siamo già nel trascendente. E' vero che anche nella preghiera e nella meditazione cristiana la posizione del corpo ha la sua importanza, e sta a significare un atteggiamento interiore. che si esprime anche nella liturgia. Ma nello yoga i movimenti del corpo hanno una diversa implicazione di rapporto con Dio, che non è quella della liturgia cristiana. Occorre la massima prudenza perché dietro questi elementi corporali si nasconde una concezione dell'essere come tale, della relazione tra corpo e anima, tra uomo, mondo e Dio.

 

21. Ritiene legittimo l'insegnamento della meditazione trascendentale e dello yoga nelle Chiese Cattoliche e nelle comunità religiose da parte di sacerdoti?

Mi sembra molto pericoloso perché in questo contesto queste pratiche sono già offerte come un qualcosa, appunto, di religioso.

 

22. E' possibile coniugare il mantra con la preghiera cristiana?

Il mantra è una preghiera rivolta non a Dio, ma ad altre divinità che sono idoli.

 

23. Perché questo deprezzamento di Cristo e della Chiesa?

Questa è una questione profonda legata alla situazione attuale del mondo. Le radici di questo comportamento che oggi noi vediamo sono tante e si sono sviluppate nel corso di un'epoca, anche se solo oggi emergono in tutta la loro forza. Mi sembra che l'elemento ultimo sia quello, ancora una volta, del capitolo 3 della Genesi: la superbia dell'uomo che intende fare di sé stesso Dio e non accetta di sottomettersi a Lui. C'è dietro la volontà di prendere nelle proprie mani Dio e non di mettersi nelle sue mani.

 

24. Urs Von Balthasar definisce la meditazione trascendentale un tradimento nei confronti della fede cristiana. E' d'accordo con questa affermazione?

Si. Perché il Dio Trascendente, la persona che mi ha chiamato e mi ama, viene deformato in una dimensione trascendentale dell'essere. Credo che sia necessario distinguere bene tra il Dio Trascendente e la trascendentalità. Mentre il Trascendente è una Persona che mi ha creato, il trascendentale è una dimensione dell'essere e quindi implica una filosofia di identità. Il cammino della Meditazione Trascendentale, preso nelle sue intenzioni ultime, ha questa tendenza di guidare ad immergersi nella identità, e quindi è esattamente opposto alla visione cristiana, che conosce anche una unione di identità. Cristo si è identificato con noi e così ci inserisce nel suo Corpo, ma è una identificazione diversa, operata nell'amore, nella quale rimane sempre una identità personale distinta, mentre la Meditazione Trascendentale comporta l'immergersi, il lasciarsi "sciogliere" nella identità dell'essere supremo.

 

25. Quale è, in termini spirituali, il prezzo di queste pratiche?

La perdita della fede e la perversione della relazione uomo - Dio, e un disorientamento profondo dell'essere umano, cosicché alla fine l'uomo si sposa con la menzogna.

 

26. Come deve realizzarsi concretamente il rispetto verso questi culti non cristiani, fermo restando anche il rispetto verso i valori imprescindibili della fede cristiano?

Il rispetto è dovuto soprattutto alle persone. Come dice S. Agostino dobbiamo avere amore per il peccatore e non per il peccato. Dobbiamo sempre vedere nell'uomo che è caduto in questi errori una persona creata e chiamata da Dio e che ha cercato anche, in un certo senso, di arrivare alla realtà divina per trovare le risposte al suo desiderio di elevarsi. Dobbiamo inoltre rispettare gli elementi ai quali ho accennato, chiarendo molto bene, però, quelle realtà che sono distruttive e che sono opposte non solo alla fede cristiana ma anche alla verità dell'essere umano stesso.

 

27. Il mondo pullula oggi di veggenti che affermano di ricevere rivelazioni da parte di Dio e della Madonna. Divulgano libri che contengono messaggi apparentemente buoni e conformi con la fede cristiana e la dottrina della Chiesa. Ma dietro questi messaggi c'è - in molti casi - una tecnica medianica, come la "scrittura automatica", o altre forme di spiritismo. Quale atteggiamento deve avere il cristiano verso questi fenomeni?

Mi sembra che l'origine di questa inflazione di messaggi sia quella alla quale abbiamo accennato, e cioè di una desiderio di "accaparrarsi" una esperienza diretta del divino, di non restare nella sobrietà della fede ma di toccare più da vicino la realtà di Dio. Il primo punto essenziale è quello di affidarsi al Signore che si è rivelalo nella sua parola e che è presente nella Chiesa e nei Sacramenti, e di vivere in questo cammino fondamentale che da una sua esperienza diversa dalle altre, ed è un po' più ardua, ma alla fine molto più reale e gratificante perché molto più vera. L'atteggiamento fondamentale deve essere quello di vivere realmente la fede nella vita della Chiesa e convincersi che Dio, come ha detto San Giovanni della Croce, dandoci suo Figlio ci ha dato tutto, perché Gesù è la sua Parola, e non c'è da aggiungere altro, Dio non può dare di più che Se Stesso nel suo Figlio. Occorre mettersi davvero nelle mani del Figlio e vivere la vita della Chiesa, che è anche immensamente ricca, perché il Signore è circondato dai Santi, ad iniziare dalla Madonna. E questa esperienza è possibile per tutti. Credendo in Dio, non cammino solo, ma sono accompagnato da questa grande schiera dei Santi e dei credenti di tutti i tempi, e così ricevo anche tutte le risposte, perché la Chiesa vive e ha una voce viva per parlare e annunciare oggi la Parola del Signore come Parola presente per me e per il nostro tempo. E se uno vive questa realtà con convinzione e con gioia, non in senso purista, ma con tutta la ricchezza e la bellezza che questo comporta, non ha più bisogno di altro, e può stabilire con il proprio discernimento quali cose possono essere a lui utili senza diventare dipendente di questi fenomeni.

 

28. Alcuni affermano di possedere il testo del "segreto di Fatima". E' possibile?

No.

 

29. Se dietro apparizioni e messaggi c'è il fenomeno medianico della scrittura automatica o altre forme di medianità -oggi si diffondono nel mondo vari libri di "messaggi" -possiamo credere con certezza che ci si trova davanti ad un fenomeno da scartare?

Si tratta di fenomeni medianici che non hanno a che vedere con la mistica cristiana.

 

30. Tra le varie ramificazioni della New Age c'è la cosiddetta "medicina alternativa", nella quale ha un posto importante la pranoterapia. Alcune persone affermano di possedere un fluido nelle mani che può curare i malati, e lo confondono con il carisma delle guarigioni...

Il carisma delle guarigioni si manifesta in primo luogo nella assenza totale di elementi di magia e si realizza in uno spirito di preghiera. Le guarigioni operate dal Signore e su suo mandato dagli apostoli sono espressione di preghiera. Non si usano mezzi e contesti spirituali alieni dalla fede e dalla ragione. I carismi, a differenza dei poteri e dei fluidi vantati da queste persone, si sottomettono alla verità e al potere di Dio e non introducono altri elementi. Gli altri casi sono espressione di un terribile mondo sotterraneo, che - molto tempo piuttosto nascosto - oggi di nuovo, in una fase di ripaganizzazione, viene allo scoperto.

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Essere cristiani nell'epoca del " New Age " di Tarcisio Mezzetti
Il Cristianesimo purtroppo, subisce il fenomeno strisciante e pericoloso del New Age: ecco l'articolo di un uomo guidato dallo Spirito Santo, Tarcisio Mezzetti, considerato il più grande "evangelizzatore" che abbiamo in Italia e forse nel Mondo, come affermano cristiani di altre nazioni:
 

Per facilitare la lettura l'articolo è stato suddiviso secondo il seguente indice:

1) I cattolici visti da fuori

2) Gli influssi culturali anticristiani       

3) Comprendere il "New Age Movement"

4) "New Age" e Cristianesimo non sono compatibili       

5) Il problema della verità       

6) L'idea di religione del "New Age"
7) L'idea di Dio, dell'uomo...
8) ...e di Gesù Cristo
9) ....e perciò è nata un'idea
 


1) I cattolici visti da fuori
Verso la fine del 1958, mentre J.F. Kennedy iniziava la sua campagna nelle elezioni primarie per cercare i delegati sufficienti ad ottenere, alla Convenzione del Partito Democratico, la "nomination" come candidato alla Presidenza degli Stati Uniti, io mi trovavo a New York, dove svolgevo ricerca scientifica in un ambiente prestigioso e molto fecondo. I miei amici e colleghi erano in gran parte di cultura ebraica, mentre l'ambiente esterno era naturalmente di cultura protestante, perciò l'unico contatto con il mondo cattolico rimaneva quello, in gran parte ispano-americano, di quando frequentavo la Santa Messa domenicale alla 96a Strada e Lexington Avenue.
L'apparire di Kennedy all'orizzonte politico come possibile Presidente degli Stati Uniti sembrava capace di far sorgere dal fondo dell'anima dei miei amici e conoscenti solo paure, angosce e talvolta perfino odio e tutto questo solo a causa del fatto che Kennedy era irlandese e quindi...cattolico.
A quel tempo nell'ambiente di lavoro ero l'unico "cattolico" a portata di mano, se si escludeva qualche portoricano addetto alle pulizie, e io avevo l'impressione di essere l'unico cattolico nel raggio di alcune miglia.
Ho potuto così venire a contatto con una visione, o un'impressione, del cattolicesimo che mi era completamente nuova e - provenendo dall'Umbria tradizionalmente "rossa" - certamente estranea alla mia cultura cattolica.
I "cattolici" facevano paura perché venivano descritti come un blocco "monolitico"; il Papa era quindi il capo indiscusso ed indiscutibile di una armata compatta che, avanzando a testuggine, avrebbe tolto all'America la sua gloriosa libertà. L'aggettivo più comunemente attribuito ai cattolici americani era: "fanatici".
Per me che avevo goduto dell'esperienza perugina della FUCI, la storia del pericolo "bianco-giallo" del Vaticano mi appariva non solo irreale e antascientifica, ma più che altro appartenente al reame del comico e mi sforzavo di farlo intendere ai miei colleghi, purtroppo con scarsi risultati.
Più capace e fortunato di me fu certamente J.F K. che riuscì addirittura a farsi votare da quasi tutti costoro, che poi ho visto addirittura piangere lacrime amare il tragico giorno del suo assassinio. Sono passati tanti anni da allora, tuttavia ho sempre ricordato questa strana esperienza, anche l'immagine di un cattolicesimo "blocco monolitico" è certamente più aderente all'angoscia di un incubo notturno protestante che ad una realtà ecclesiale esistente.
I cattolici, infatti, sono così lontani - e io dico: purtroppo - da questa immagine, che non solo si presentano molto più variegati di quanto non siano i membri di una qualsiasi confessione protestante, ma malgrado tutta la sofferta e paziente comprensione pastorale esercitata dalla Chiesa di Roma, in talune correnti e situazioni, non solo, in realtà, non sono "cattolici", ma forse non sono più nemmeno "cristiani".
Tutto questo non fa che rendere più urgente la rievangelizzazione della massa dei "battezzati" che costituiscono il popolo cristiano.

2) Gli influssi culturali anticristiani
In anni recenti una grande quantità di influssi, in gran parte provenienti dall'oriente, si sono velenosamente infiltrati nel tessuto culturale dei cristiani europei, favoriti senza dubbio -anche in campo protestante- da una notevole evaporazione della fede e si sono attestati su posizioni più diffuse di quanto generalmente non si creda, o non ci si renda conto.
Sotto l'effetto del "New Age Movement" si riaffacciano antiche eresie che nei primi secoli lacerarono la Chiesa; mi riferisco per esempio allo gnosticismo o addirittura al Nestorianesimo, o al Pelagianismo, per non parlare poi di filosofie che sono completamente aliene al Cristianesimo, ma di moda, come la "reincarnazone". Da questa situazione è nata l'idea di far nascere questa rivista per stabilire un punto di comunicazione; una rivista diversa, una rivista che ponga interrogativi e che cerchi risposte; soprattutto che cerchi di rispondere a tutti coloro che, prestando la loro opera nel campo della evangelizzazione, incontrano questi interrogativi e sentono la necessità di dare risposte chiare, serie, semplici ed efficaci.
Risposte accessibili ad un vasto pubblico, ma, quando sarà necessario, solidamente scientifiche, per poter uscire dalle nebbie approssimative del sentito dire e del magico.
Una tendenza assai diffusa è infatti quella di ricoprire il troppo evidente magico con una frase sciocca e superficiale: "Forse ancora la scienza non riesce a spiegarlo, perché la scienza non spiega tutto ".
 

3) Comprendere il "New Age Movement" per dare una risposta cristiana alla sua sfida.
Si sente parlare del "New Age", dei suoi pericoli e del suo successo, ma prima di tutto è necessario capire che cosa sia veramente il "New Age", dove arrivi la sua influenza, quale sia stata la sua origine e come si presenti o sotto quale veste si nasconda.
Il "New Age" ha origini recenti. La sua nascita viene comunemente fatta risalire all'inizio degli anni '60, quando in una fattoria californiana nei pressi di Esalen astrologi e appassionati di occultismo erano soliti radunarsi sotto la guida del fondatore, il santone Mikael MacMurphy.
Una comunità analoga a questa sorgeva anche in Scozia, a Findhom. In questi luoghi gli iniziati all'occultismo e larghe schiere di giovani che in quegli anni condividevano le esperienze - considerate "liberanti"- delle droghe leggere, degli allucinogeni, della rivoluzione studentesca e delle "comuni", sperimentavano lo spiritismo con le tecniche medianiche classiche e con nuove forme, subito battezzate con nomi nuovi e bizzarri.
Ad Esalen regnava un clima euforico : gli astrologi confermavano che il mondo era orientato verso il passaggio ad una "Nuova Era": che definivano "l'era della costellazione dell' Acquario", che avrebbe dovuto prendere il posto dell'era della costellazione dei Pesci.
In questo contesto astrologico e magico le religioni tradizionali venivano considerate "vecchie" e le nuove forme di conoscenza suscitavano grande entusiasmo.
Questa è la storia elementare dell'inizio del "New Age", ma non è sufficiente per capire il fenomeno, la cui comprensione non è proprio facile, perché non si presenta come un fatto logicamente afferrabile e circoscrivibile, ma come un insieme di fatti, teorie, organizzazioni, sette e movimenti, che investono vaste aree della cultura contemporanea; è necessario perciò, prima di tutto, inquadrare bene il problema dal punto di vista del suo pensiero di fondo. Il Prof. Massimo Introvigne, esperto di sette e nuovi movimenti "religiosi", ha preparato un interessantissimo modello di classificazione e tipologia che distribuisce questi nuovi movimenti secondo il loro grado di distacco dalla specifica visione del mondo propria della Chiesa Cattolica, distinguendo quattro fasi:
- una prima fase, in cui, da parte dei gruppi della cosiddetta "riforma radicale", viene rifiutata la nozione di Chiesa, secondo la formula: "Cristo si, Chiesa no". Questo rifiuto è all'origine di diverse confessioni "di origine cristiana", dove la rottura è insieme ecclesiologica e teologica.
- una seconda fase, in cui viene rifiutato il ruolo unico di Gesù Cristo come Salvatore, secondo la formula: "Dio si, Cristo no". Questo rifiuto contemporaneo alla riscoperta delle religioni orientali ed al movimento "orientalista", nato all'epoca della Rivoluzione francese, è alle origini dell'attuale diffusione di nuovi culti di origine orientale in Occidente;
- una terza fase, in cui non ci si accontenta di rifiutare Gesù Cristo, ma si toglie un altro elemento e si rifiuta anche Dio, secondo la formula: "religione si, Dio no".
Questa fase propone una paradossale ma diffusa "religiosità senza Dio", dove Dio, quando non viene negato, viene ridotto a un ruolo periferico e poco infuente. Questa fase si manifesta tipicamente nel movimento del potenziale umano, che culmina nella Scientologia;
- una quarta fase, in cui si rifiuta anche lo stesso senso religioso, secondo la formula: "sacro si, religione no". Da questo rifiuto nascono forme di rapporto con il sacro diverse dalla religione, come la "magia", fase a cui corrisponde il successo contemporaneo dei nuovi movimenti magici.
"Questa proposta tipologica - continua il Prof. Introvigne - identifica, naturalmente, fasi storiche, che non si manifestano con la nascita soltanto di nuovi movimenti religiosi, ma anche di ideologie non religiose.

Così la prima fase -"Cristo si, Chiesa no"- si manifesta anche con il legismo e l'assolutismo, che negano alla Chiesa un qualunque ruolo, delle vicende della società. La seconda fase -"Dio si, Cristo no"- si manifesta sul piano ideologico nell'illuminismo e nel laicismo, che trionfano con la Rivoluzione francese e che non sono incompatibili con una vaga spiritualità deista, la quale afferma di credere in Dio, ma non sa spiegare di quale Dio si tratti. La terza fase -"religione si, Dio no"-, che si esprime nelle curiose "religioni senza Dio" moderne, ha il suo corrispettivo sul piano ideologico nelle grandi ideologie atee degli ultimi due secoli, soprattutto nel marxismo, dove, naturalmente, non mancano un amato "religioso" e una sorta di culto filosofico della materia in evoluzione- Il "New Age" appartiene, secondo lo schema che ho proposto, alla quarta fase di questo processo di progressivo allontanamento dalla verità cattolica, la cui formula è "sacro si, religione no".
In questo vasto e multiforme movimento che va sotto il nome di "New Age" il Cristianesimo è messo quindi in condizione di sparire dolcemente, senza persecuzione, perché il concetto di "religione" viene via via sostituito con un vago concetto di "spiritualità".
In senso religioso, così come tradizionalmente le grandi religioni lo intendono, viene rifiutato e sostituito dalla magia e dallo sciamanismo, che vengono considerate vie più semplici e dirette - perché prive degli intermediari classici costituiti dai sacerdoti e dai ministri del culto in genere.
Nello schema indicato ogni tappa rappresenta un successivo passo di allontanamento dalla verità della fede cattolica, rispetto alla fase precedente. In ogni fase poi viene anche sviluppata una critica alla fase precedente: questa critica, che contiene anche elementi di verità, viene però formulata come una tappa di ulteriore allontanamento dalla verità cristiana e quindi il risultato è ancora più pericoloso.
Per esempio il marxismo, dal punto di vista cristiano, non ha tutti i torti quando critica certi aspetti del liberalismo economico, ma la critica è in vista di una realtà ideologica e politica ancora più lontana dalla verità della Chiesa Cattolica di quanto non sia il liberalismo economico -
Cercheremo quindi di mettere in luce il fascino ed i pericoli aperti o nascosti di questa moda, per molti aspetti veramente "demoniaca", che si è abbattuta sugli uomini di questo secolo e che continua a svilupparsi in forme via via cangianti.
Non c'è da stupirsi di questa definizione, perché non sono il primo, e il mio illustre precursore è nientedimeno che il card. Francis Arinze, il quale al Sinodo straordinario del 1991 ha affermato nella relazione finale che: ".... non dovremmo escludere, nelle spiegazioni del sorgere e della diffusione di sette o nuovi movimenti religiosi, l'azione del diavolo".
Combattere quindi il "New Age" non e facile perché più che fare la guerra bisognerebbe saper condurre la guerriglia. Da qui nasce la necessità di istruirsi bene su questo nemico per poi batterlo con lo strumento della "Nuova Evangelizzazone" voluto dal Papa.

4) "New Age" e Cristianesimo non sono compatibili.
Quanto segue intende sottolineare alcuni aspetti del "New Age" su cui è necessario riflettere.
Come ha notato bene il card. Godfried Danneels, arcivescovo di Malines-Bruxelles, nella lettera pastorale "Le Christ ou le Verseau", del Natale 1990, il "New Age" sostituisce la nozione cattolica di fede con un vago "credere" che "è soltanto una forma di esperienza di sè".

Per la dottrina cattolica la fede è un atto libero, che implica una relazione con il Dio che si rivela. Il "New Age", invece, si agita nella prigione dorata dell'io, senza essere capace di uscire da un esasperato soggettivismo; il suo accesso a quello che chiama "Dio" avviene o attraverso l'esperienza o attraverso la conoscenza, tramite varie tecniche e sistemi di meditazione, in genere tratti dalle spiritualità orientali.
La Congregazione per la Dottrina della Fede, nel documento sulla meditazione del 1989, ha notato che sia la via della conoscenza, che viene dall'antico "gnosticismo", sia quella dell'esperienza, che riconduce al "messalianismo" dei falsi carismatici del IV secolo, cercano di "superare la distanza che separa la creatura dal Creatore" e di "abbassare ciò che viene accordato come pura grazia al livello della psicologia naturale".
Il New Age propone sia la via dell'esperienza, sia la via della conoscenza: ma in nessuna di queste vie si ritrova il concetto cristiano del rapporto tra l'uomo e Dio e quindi nessuna delle due conduce all'autentica preghiera e all'autentica meditazione cristiana. Strano tuttavia che tanti cristiani vengano affascinati dalle vie orientali alla preghiera, non riconoscendo in esse la trappola nascosta dell'immanentismo panteistico proprio del "New Age".

5) Il problema della verità.
Il fondamento su cui cresce tutto il "New Age" e la sua posizione sulla questione della verità, cioè sul suo esasperato relativismo. La negazione radicale dell'esistenza della verità crea una vera e propria "cortina di ferro" filosofica, che impedisce la comunicazione e l'evangelizzazone, e costituisce un aspetto radicalmente negativo del "New Age". Se d'altro canto e vero che il relativismo è largamente diffuso nella nostra società, tuttavia è anche vero che non è stato inventato dal "New Age", ma non è meno vero che il "New Age" lo favorisce e lo esalta.
Il "New Age", è partito da una critica serrata del materialismo e del positivismo ma di questa critica ne ha fatto solo la premessa per procedere ulteriormente in un itinerario di allontanamento dal concetto stesso di verità. Il punto di arrivo è costituito quindi da un nuovo relativismo filosofico, diverso dal precedente in quanto volontaristico e da un nuovo relativismo etico, anch' esso diverso da relativismi etici più antichi in quanto fondato sul primato delle esperienze e, in particolare, delle "peak-experiences", e su un nuovo panteismo.
Pilato - secondo il racconto dell'evangelista Giovanni - aveva un'idea tutta, quando Gesù accennò alla "verità", Io scettico funzionario romano esclamò: particolare della "verità".
"Che cos'è la verità?" (Gv 18,38). Il Vangelo ci dice che Gesù non rispose a questa domanda; se la "verità" era dinanzi a lui in carne ed ossa e Pilato non riusciva a vederla come avrebbe potuto essere convinto con le parole ? Per Pilato la "verità" era una cosa così vaga da dichiarare innocente Gesù per tre volte e poi....condannarlo a morte. Eppure scommetterei che Pilato stesso rimarrebbe perplesso davanti a questo campione di negazione totale della "verità" come valore, tipico del "New Age", riportato da Introvigne:
"In un dialogo tra Ramtha - l'"entità'" che si manifesta tramite la medium JZ. Knight, una delle stelle del channeling - e un discepolo, viene definito, in un modo che difficilmente potrebbe essere più chiaro, l'atteggiamento del "New Age" di fronte alla verità:
< Ramtha: Ora, se uno crede nel diavolo e un altro non ci crede, chi ha ragione, chi e nella verità?
< Discepolo: Tutti e due.
< Ramtha: Perchè?
< Discepolo: Perché ognuno di loro ha la sua propria verità.
< Ramtha: Corretto, corretto.
Ma se Gesù non è la "verità", in che senso si può parlare di "Evangelizzazone" o addirittura di "Nuova Evangelizzazone"?
Inoltre, negando l'esistenza di una verità in generale, non esiste quindi nemmeno una verità della morale. Il "New Age" giunge perciò al rifiuto della nozione cristiana di peccato.
La parola "peccato" e conservata, ma viene reinterpretata per indicare realtà diverse dal peccato di cui ci parlano la Scrittura, la Tradizione e il Magistero cattolico: il peccato e il "dualismo", la "mancanza di coscienza ecologica", e così via- In concreto, insomma, molti comportamenti, quali l'omosessualità, l'uso di droghe e l'aborto, che il cattolicesimo considera peccaminosi, sono scusati, perfino favoriti, sulla base di un relativismo morale che sostituisce ai valori e alla verità la semplice esperienza, o considera i comportamenti moralmente negativi come pure "disfunzioni" o "malattie", da cui e possibile rimettersi tramite le terapie della "recovery".
Quando poi la stessa religiosità tradizionale - di cui viene offerta una caricatura - diventa un sintomo "disfunzionale", bisognoso di una sua specifica "terapia", l'itinerario è completo e si assiste ad un vero e proprio rovesciamento morale per cui i peccati, soprattutto quelli che attengono ai comportamenti sessuali, vengono scusati, mentre l'adesione alla legge morale viene stigmatizzata come "peccato" o "malattia".
Inoltre il "New Age", irridendo la dottrina del peccato originale, svuota di significato la stessa redenzione operata da Gesù Cristo
. Non si devono trascurare, da questo punto di vista, i pericoli e le confusioni in tema di peccato originale introdotti nella teologia in stile "New Age" di Matthew Fox, e proprio la radicalità di questo rischio spiega la ferma reazione della Congregazione per la Dottrina della Fede.

6) L'idea di religione del "New Age"
L'idea della religione che il "New Age" presenta e molto pericolosa per la fede cattolica, perché la religione come sistema dottrinale preciso e definito viene svalutata totalmente a vantaggio di una vaga "spiritualità dai contorni indefiniti".
Questa debole "spiritualità" è anch'essa frutto di una moda che segue le teorie della mitologia comparata di Joseph Campbell e dell'esoterismo. Questa tesi afferma che tutte le religioni, come pure i sistemi di simboli e di miti, nel loro fondo esoterico sono tutte uguali, ed il "New Age" in conseguenza afferma il relativismo religioso totale, il sincretismo e infine l'abbandono della religione rivelata per sostituirla con una vaga ed oscura " religione cosmica ".
Il "New Age", protesta giustamente contro la "religione della domenica" e va alla ricerca di una spiritualità capace di animare tutti gli aspetti della vita quotidiana. Ma questa ricerca e destinata a non avere mai fine, perché il "New Age" ha distrutto tutte le basi della fede autentica ed e destinato ad incontrare quindi solo gli scadenti surrogati di una vera ed autentica spiritualità.

7) L'idea di Dio, dell'uomo...
L'idea di Dio del "New Age" non e assolutamente compatibile con l'idea di Dio che abbiamo appreso dalla Scrittura e dalla Tradizione cristiana. Nonostante i giochi di parole e l'uso di diverse terminologie, si tratta sempre e solamente di "panteismo".

In genere di una versione aggiornata del vecchio panteismo di Spinoza, a cui i padri dell'"ecologia profonda" e gli autori del "New Age" dotati di maggior cultura si riferiscono esplicitamente. L'idea dell'uomo che il "New Age" si fa è naturalmente condizionata dal suo "panteismo" e considera quindi ogni uomo una "parte" di Dio, quando non afferma apertamente - secondo lo slogan di Shirley MacLaine- che "noi siamo Dio" . La distinzione tra Creatore e creatura viene così superata non nel senso di una fusione mistica, ma piuttosto nel senso di una confusione, che e una diretta derivazione dall'opzione panteistica originaria.
A questa idea dell'uomo - che veramente è Dio - sono legati quasi tutti i concetti delle "energie", così cari ai cultori delle cosiddette "Medicine Alternative", quali: la pranoterapia, il Reiki, la Riflessologia, ecc.. Con queste premesse si comprende perché spesso le pratiche mediche "alternative" divengano veicoli di problemi spirituali e di pericoli per la vita cristiana.

8).....e di Gesù Cristo
La persona di Gesù Cristo si trova al centro delle più gravi confusioni, a causa della nozione esoterica che vede "il Cristo" non come una persona (cioè Gesù), ma come un "principio divino".
Da questa premessa eretica nasce l'attesa di un Cristo-Maitreya che deve venire, mentre Gesù di Nazareth non è "il Cristo", ma "porta il Cristo" e perciò sembra soltanto un uomo molto fortunato.

Quando poi le ambiguità sono introdotte dai teologi "fiancheggiatori", tutta questa confusione, a proposito della persona e del ruolo di Gesù Cristo è perfino peggiore dell'attacco e del rifiuto espliciti, che costituiscono almeno un'insidia più facilmente riconoscibile. Questa eresia non è poi così nuova, già Nestorio, vescovo di Costantinopoli, tra il 428 ed il 430, nello sforzo di confutare gli Apollinaristi, giunse a formulare un'idea del Salvatore dello stesso tipo di quella proposta dal "New Age":
"Nostro Signore, il Cristo, è duplice: divinità ed umanità......Nostro Signore, il Cristo, il quale è duplice nella sua divinità ed umanità, è un solo Figlio in questo suo collegamento. Dunque è uno colui che è nato dalla genitrice Cristo, da Maria: è il Figlio di Dio".
Sta proprio qui il punto eretico della teologia di Nestorio: egli parla del Cristo Dio e uomo, mai di Cristo Dio-Uomo. Quando poi si difende sottolinea ancora più il proprio errore: "Dicono che il vescovo abbia denominato il Cristo un puro e semplice uomo.....il Cristo è Dio e uomo. Io non chiamo il Cristo un puro e semplice uomo, ma "Uno che è unito con Dio", il Logos" .
Gli risponde Cassiano ne "L'Incarnazione del Signore" - "Io non credo che si debba passare sotto silenzio quella dottrina.....derivata a sua volta dall'errore di Pelagio.
Alcuni infatti andavano dicendo che GeSù Cristo, puro e semplice uomo, era vissuto senza alcun contagio di peccato, e giunsero a dichiarare che gli uomini, solo se volessero, potevano vivere senza peccati....in quanto se Gesù Cristo, essendo un puro e semplice uomo, era stato senza peccato, anche tutti gli uomini potevano esserlo senza l'aiuto di Dio.....In questo modo essi non ammettevano nessuna differenza tra qualsiasi uomo e lo Stesso nostro Signore Gesù Cristo, visto che l'uomo, con il suo impegno industrioso, era in grado di conseguire quello che Cristo aveva meritato con il suo impegno e le sue fatiche. La conseguenza che ne deriva finiva......in una aberrazione.....al punto di affermare che il Signore Nostro Gesù Cristo era venuto in questo mondo non per far dono della sua redenzione al genere umano, ma solo per offrire l'esempio delle sue buone azioni, in modo cioè che gli uomini, seguendo fedelmente il suo comportamento e percorrendo lo stesso cammino della sua santità, giungendo allo stesso premio delle sue virtù. Essi così mortificavano....ogni beneficio della sua santa venuta nel mondo e tutta la grazia della sua redenzione divina, poiché dichiaravano che gli uomini potevano con la loro vita, raggiungere gli stessi vantaggi che Dio, con la sua morte, aveva procurato alla salvezza umana.
Essi aggiunsero ancora che il Signore e Salvatore nostro divenne il Cristo dopo il suo battesimo e divenne Dio dopo la sua risurrezione, attribuendo il primo beneficio al mistero dell'Unzione battesimale e l'altro beneficio ai meriti della sua passione".
Il "New Age" fa uno scempio della persona di Gesù Cristo ancora più grande di quella di Nestorio, dichiarato eretico. Per questo fa molto dolore leggere che il teologo tedesco Gunter Schiwy, su un saggio edito da Queriniana, dal titolo "Lo spirito della Età Nuova, New Age e Cristianesimo" abbia l'ardire di sostenere che "nulla si oppone.....a che i cristiani diventino aderenti alla (sic) "New Age" e gli aderenti al "New Age" diventino cristiani". Egli è convinto che ci si trovi "proprio nel periodo di passaggio dall'era cristiana dei Pesci, a quella post-cristiana, superconfessionale dell'Acquario, che viene connotata come Era della sintesi". Ma, da questa "trasformazione della società", il cristiano non avrebbe nulla da temere.
Infatti si tratterebbe di un'epoca - preparati da teologi cattolici come Pierre Teilhard de Chardin e Karl Rahner - "caratterizzata da una più alta, spirituale comprensione della Bibbia" e "da una perfetta Chiesa dello Spirito". Addirittura, secondo Gunther Schiwy, "si impone la conclusione: lo spirito dell'Età Nuova e lo Spirito di Dio".
Ora Karl Rahner e sicuramente innocente di tale accusa, mentre la stessa cosa non si può forse dire di alcune parti del pensiero di Teilhard de Chardin.

9) ....e perciò è nata un'idea
Aprendo un giorno la Bibbia ho trovato un passo dal Libro dell'Esodo: "E disse: "Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe". Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio. Il Signore disse: "ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell'Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele...... Ora dunque il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto l'oppressione con cui gli Egiziani li tormentano" (Es 3,6-9).
L'idea che Dio abbia udito il "grido" del suo popolo e che questo "grido" abbia dato inizio a tutto quello straordinario processo di liberazione del popolo schiavo, mi ha toccato come mai prima. Ma questo "grido" mi ha anche messo in risonanza con un altro "grido", questa volta del profeta Isaia: "Una voce grida: "Nel deserto preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio. Ogni valle sia colmata, ogni monte e colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in pianura. Allora si rivelerà la gloria del Signore e ogni uomo la vedrà, poiché la bocca Signore ha parlato" Una voce dice: "grida" e io rispondo: "che dovrò gridare?". Ogni uomo è come l'erba e tutta la sua gloria è come un fiore del campo. Secca l'erba, il fiore appassisce quando il soffio del Signore spira su di essi. Secca l'erba, appassisce il fiore, ma la parola del nostro Dio dura sempre. Veramente il popolo è come l'erba. Sali su un alto monte, tu che rechi liete notizie in Sion; alza la Voce con forza, tu che rechi liete notizie in Gerusalemme. Alza la voce, non temere; annunzia alle città di Giuda: "Ecco il vostro Dio! Ecco, il Signore Dio viene con potenza, con il braccio egli detiene il dominio. Ecco, egli ha con sé il premio e i suoi trofei lo precedono". (Is 40,3-10)
E' nata così l'idea di questa rivista - da questa idea e nata poi l'associazione omonima - attraverso cui i soci fondatori si propongono alcuni obbiettivi:
A - Rendere noto al maggior numero possibile di persone le conseguenze della infiltrazione culturale degli elementi anticristiani provenienti dall'Oriente e veicolati dal "New Age".
B - Informare sui pericoli nascosti dietro le teorie fondamentali delle tecniche di Medicina Alternativa, o "Olistica".
C - Fornire armi efficienti per combattere la magia e la superstizione, specialmente quando si camuffa sotto un velo di pseudo-scientificità.
D- Creare una palestra di ampia discussione per dare inizio ad una cultura in campo terapeutico e creare controproposte "cristiane" davanti al dilagare delle terapie alternative più o meno esoteriche.
E - Fornire spunti efficaci per un annunzio costante ed entusiastico del divino, dopo averlo purificato da ogni interferenza estranea.
F - Imparare a pensare come Gesù: "Lo zelo per la tua casa mi divora" (Gv2,17) "Sali su un alto monte....- alza la voce con forza..... Alza la voce, non temere...."
 

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